Pensavo non ci fosse bisogno di nessun parametro, come con wget, e invece no, si fa così:
curl -C - -O http://centos.server.org/6.0/CentOS-6.0-x86_64-minimal.iso
Se invece vi è capitato di avere questa necessità, la soluzione si chiama fping.
Se gli host che vogliamo pingare non hanno indirizzi consecutivi, dovremo crearci un file di testo da passare come argomento al comando. Ad esempio creiamo il file ip_address con un indirizzo per riga, come questo:
10.102.0.1
10.102.0.2
192.168.1.1
192.168.2.1
192.168.2.2 Ora per pingare tutti gli ip basterà usare il comando
fping -f ip_address Se vogliamo ricevere in output solo gli ip degli host irragiungibili dobbiamo aggiungere lo switch -u (unreachable)
fping -u -f ip_address Per pingare un'intera classe C il comando saràfping -g 192.168.1.0/24Useremo lo switch -g anche per indicare a fping un intervallo, come in quest'esempiofping -g 192.168.1.10 192.168.1.100
Se si usano postazioni diverse (e magari sistemi operativi diversi) Dropbox è uno strumento assolutamente essenziale.
sudo yum install bzip2 wget make gtk+-devel libnotify-devel nautilus-extensions nautilus-devel gnome-vfs2-devel compat-glibc-headers compat-glibc gnome-desktop-devel Molto probabilmente alcuni di questi pacchetti saranno già presenti. Creiamo ora, se non esiste già, una sottodirectory nella nostra home che chiameremo bin e scarichiamo dbcli.py, lo script che lancerà l'installazione vera e propria. mkdir -p ~/bin; cd ~/bin; wget https://dl.getdropbox.com/u/43645/dbcli.py Convertiamo il file per Unix dos2unix ~/bin/dbcli.py; chmod +x ~/bin/dbcli.py Ora aggiungiamo "25" al fondo della prima riga del file, in modo che risulti così: #!/usr/bin/python25 Ora dobbiamo scaricare Python 2.5 da questo sito, i pacchetti sono fatti in modo da non sovrapporsi alla versione di ufficiale di Python distribuita da Red Hat (o CentOS) di conseguenza si possono installare con una certa tranquillità.mkdir -p ~/tmp/python25; cd ~/tmp/python25; for PACKAGE in python25-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-debuginfo-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-devel-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-libs-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-test-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-tools-2.5.1-bashton1.i386.rpm tkinter25-2.5.1-bashton1.i386.rpm; do wget http://mirrors.geekymedia.com/centos/$PACKAGE; done Installiamoli cd ~/tmp/python25 && sudo yum --nogpgcheck localinstall *.rpm Ora c'è tutto quello che serve. Non ci resta che lanciare lo script python, se il sistema è a 64bit dobbiamo sostituire "x86" con "x86_64" ~/bin/dbcli.py install x86 Finito. Dovremmo avercela fatta e l'icona dovrebbe comparire nel Pannello di Gnome.Non ci resta che abilitare l'avvio automatico a ogni login. System » Preferences » More Preferences » Sessions e aggiungere
/home/nostroutente/.dropbox-dist/dropboxd Come nell' immagine seguenteVia | Dropbox wiki
Problema: voglio sapere qual è la versione in uso del driver della scheda di rete wireless.
Soluzione: da riga di comando uso modinfo così:
modinfo nomedelmodulo Nel mio caso modinfo rt2860sta E questo è l'output filename: /lib/modules/2.6.31-12-generic/kernel/drivers/staging/rt2860/rt2860sta.ko
version: 1.8.1.1
license: GPL
srcversion: 1C1D2752CED2C3EC1543E1D
alias: pci:v00001A3Bd00001059sv*sd*bc*sc*i*
alias: pci:v00001814d00000781sv*sd*bc*sc*i*
alias: pci:v00001814d00000701sv*sd*bc*sc*i*
alias: pci:v00001814d00000681sv*sd*bc*sc*i*
alias: pci:v00001814d00000601sv*sd*bc*sc*i*
depends:
staging: Y
vermagic: 2.6.31-12-generic SMP mod_unload modversions 586
parm: mac:rt28xx: wireless mac addr (charp)curl -u username --silent "https://mail.google.com/mail/feed/atom" | perl -ne 'print "\t" if //; print "$2\n" if /<(title|name)>(.*)<\/\1>/;' Ricordare tutta 'sta roba non è semplicissimo, lo so, ma una volta copiata ed eseguita, basterà richiamarla dall' history così !curl o creare un alias.Non sempre è necessario tenere traccia di tutto quello che succede durante l'esecuzione di un nostro script. Per annichilire tutti i messaggi di output e di errore la sintassi da utilizzare è questa:
./esempio.sh > /dev/null 2>&1 In pratica diciamo alla shell che vogliamo che lo standard output finisca in /dev/null e che lo standard error (file descriptor 2) finisca proprio là dove finisce lo standard output.
Se abbiamo la necessità di cancellare completamente l'history, vale a dire lo storico dei comandi che abbiamo impartito attraverso la shell, possiamo utilizzare il builtin history così:
history -c Se siamo un pochino paranoici ma non vogliamo privarci della comodità di avere quantomeno l'history per la sessione corrente, possiamo decidere di cancellare tutto una volta chiusa la shell.Per cancellare l'history al logout dobbiamo aprire (o eventualente creare) nella nostra directory home il file .bash_logout
vi ~/.bash_logout E aggiungerci esattamente lo stesso comando che abbiamo visto prima history -c
Oltre a registrare screencast, dalla riga di comando è anche possibile catturare singole schermate, per farlo è necessario il comando import, che fa parte della suite ImageMagick.
Per salvare un'immagine di tutto lo schermo dobbiamo aprire una finestra di terminale e digitareimport -window root nome-a-caso.pngPossiamo anche salvare schermate di un server remoto, ed è qui, a mio avviso la realte utilità del comando. Se siamo collegati in remoto il comando sarà leggermente diverso e useremo l'opzione -displayimport -window root -display :0 nome-a-casso.pngNOTA: il server remoto ovviamente deve eseguire una sessione grafica!
Con import si può scegliere di salvare screenshot di una singola finestra, per poterlo fare occorre conoscere l'id della finestra. Ecco come fare:
- Per prima cosa si lancia xwininfo e si seleziona la finestra. Otterremo una grande quantità di informazioni, quella che ci interessa è il Window id, copiamolo e usiamolo così con import.
import -window 0x3200008 test.png
Da qualche giorno vi sarete accorti che sui video embeddati da Youtube è comparso un box di ricerca. A me piace davvero poco. Peraltro non mi sembra che abbia molto senso mostrarlo all'inizio di un video.
Fortunamente esiste la possibilità per eliminarlo: basta aggiungere l'opzione &showsearch=0 al fondo della stringa che identifica il video. Vediamo un esempio:
In questo caso la stringa che identifica il video è:
embed src="http://www.youtube.com/v/XSXoap2h3Mw&hl=it&fs=1"
In questo caso la stringa diventa
embed src="http://www.youtube.com/v/dsKGMxoydCc&hl=it&fs=1&showsearch=0"
Il comando è questo:
lsb_release -isIl risultato potrà essere ad esempio: Debian, Ubuntu, SUSE LINUX, CentOS ecc. ecc.
Con -i chiediamo l'identificativo per la distribuzione, mentre con il -s abbiamo scelto di avere un output short, senza intestazioni.
Altre opzioni interessanti sono:
- -r per stampare il numero di release
- -d che mostra una breve descrizione della distribuzione
- -a che mostra tutte le informazioni disponibili
Una segnalazione veloce veloce: il software in questione si chiama ccd2iso e serve a convertire le immagini create con CloneCD in .iso standard.
Per installarlo su Ubuntu dobbiamo fare così:sudo aptitude install ccd2iso
Per usarlo la sintassi è questa:ccd2iso file.img file1.iso
Il primo argomento è il file che vogliamo convertire, mentre il secondo è il nome che vogliamo assegnare al file convertito.
Mi è appena capitato di dover ordinare una lista piuttosto lunga di indirizzi ip. Si sa che il sysadmin di suo è fondamentalmente pigro, quindi nessuna voglia di farlo a manina. Dopo aver spulciato le pagine man di sort, ecco il comando che ne è venuto fuori:sort -t . -k 1,1n -k 2,2n -k 3,3n -k 4,4n lista_di_ip
Una righetta facile facile da ricordare, non trovate? Proviamo a capire un po' più in dettaglio che cosa fa.
- Con il -t diciamo che vogliamo usare come separatore dei campi il punto (.)
- Il -k serve a specificare la chiave di ordinamento, ne specifichiamo più di una in cascata: prima ordiniamo il campo uno fino al primo punto, poi il campo due e via di seguito.
- -k 1,1n significa appunto dal primo campo (1) al (,) primo campo (1) effettua un ordinamento numerico (n). Lo stesso vale per il resto del comando.
Guardate che giri bisogna fare per rinominare una cartella!
1. Aprire le Impostazioni di Google Reader e cliccare su Iscrizioni.

2. Filtrare per nome, usando il nome della cartella che vogliamo rinominare.

3. Otterremo la lista di tutti i feed assegnati a quella specifica cartella. Ora clicchiamo su Seleziona: Tutte le n sottoscrizioni e creiamo una nuova cartella, che sostituira quella che vogliamo rinominare.


4. Andiamo su Altre azioni - Aggiungi Tag e selezioniamo la cartella che abbiamo appena creato.

5. Ora sempre nello stesso menu selezioniamo Rimuovi Tag e abbiamo quasi finito.

6. Il vecchio tag risulterà vuoto e potremo quindi rimuoverlo nella vista Cartelle e Tag cliccando sull'icona del cestino.

Assurdamente complicato e controintuitivo.
Complimenti agli sviluppatori!
Il parametro da aggiungere al codice embed è &start= seguito dal numero di secondi che vogliamo skippare.
Per esempio, in questo video dove Linus racconta le origini di Linux, ho saltato l'introduzione...
Questo è il codice che ho usato, notare il parametro in grassetto.
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WVTWCPoUt8w&hl=it&fs=1&start=260"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WVTWCPoUt8w&hl=it&fs=1&start=260" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
Purtoppo non possiamo tagliare a partire dalla fine. Per fare questo dobbiamo rivolgerci a un servizio web che si chiama Splitcd.
Via | GoogleSystem
Per eliminare tutte le righe vuote da un file di testo con Vim, il comando da usare (in Editing Mode) è:
:g/^$/d

Per prima cosa dobbiamo accedere al pc che esegue Linux, possiamo usare PuTTY se siamo su Windows, a questo punto possiamo lanciare il comandorecordmydesktop -display :0 -o prova.ogg
con l'opzione -display diciamo a recordmydesktop quale schermo registrare, con -o diamo un nome al file che altrimenti si chiamerebbe di default out.ogg.
Se non vogliamo sovraccaricare troppo la CPU della macchina possiamo aggiungere un paio di opzionirecordmydesktop --quick-subsampling --zero-compression -display :0 -o prova.ogg
La prima opzione --quick-subsampling riduce leggermente la qualità della registrazione, mentre la seconda --zero-compression serve a disabilitare la compressione in cache.
Possiamo interrompere la registrazione in qualsiasi momento con un CTRL-C.
Bene: ora abbiamo il nostro bel file prova.ogg, per vederlo possiamo usare VLC. Se invece vogliamo convertirlo in avi, possiamo usare il comandomencoder -idx prova.ogg -ovc lavc -oac mp3lame -o prova.avi
Risorse:
- La man page
- Le FAQ
- La guida utente
P.s. Io che sono buono non ho pensato nemmeno per un secondo agli usi truffaldini che si possono fare del comando (tenete conto che serve un accesso in console al pc remoto)... però però qualche scherzetto si potrebbe anche fare...
cdrecord blank=fast
Per avviare da cd/dvd il PowerBook (ma immagino sia lo stesso anche per altri aggeggi della Apple) si deve tenere premuto il tasto alt all'avvio
Qualche allegro progettista in RAI deve aver pensato che agli utenti Linux (che, fino a prova contraria, pagano il canone come tutti gli altri) non interessino i filmati di Rai.tv e muovendo da questa sagace intuizione s'è inventato l'ennesimo servizio progettato col culo. Probabilmente costui non ha mai visto un filmato su Youtube o su Google Video o su DailyMotion o su ... ma molto più probabilmente è tornato ieri dal 1988 e s'è perso due o tre cosette.
Che dire: complimentoni! E' bello sapere che si spendono milioni di euro per servizi che escludono dalla loro fruizione una parte consistente di utenti senza nessunissimo motivo (tecno)logico plausibile.
Fortunatamente la comunità ha mille risorse e seguendo le istruzioni che trovate qui riuscirete a vedere i filmati di Rai.tv anche con Firefox e Linux.
Ringrazio Timothy Redaelli ma vorrei che un giorno non ci fosse più bisogno di hack come il suo e che ci fosse un po' più di attenzione agli standard e un po' meno alle lusinghe di qualche commerciale.
Aggiornamento: scopro ora che è stata lanciata un'iniziativa di protesta. La ritengo più che legittima e invito tutti a inviare a rai-net@rai.it e a istruzioni@rai.it una mail con il testo seguente.
Salve,
ho visitato il nuovo sito www.rai.tv. Utilizzo come sistema operativo GNU/Linux e mi è stato impossibile fruire dei contenuti video poichè essi utilizzano la tecnologia ActiveX.
www.rai.tv è un servizio pubblico, dovrebbe essere accessibile da chiunque utilizzando qualsiasi sistema operativo. Così come è possibile vedere i programmi televisivi della Rai con qualsiasi televisore, indipendentemente dalla marca o dalle specifiche caratteristiche tecniche.
La scelta di utilizzare ActiveX danneggia il servizio www.rai.tv stesso perchè preclude l’accesso non solo agli utenti GNU/Linux, che sono in aumento, ma anche agli utenti Windows che utilizzano il browser Firefox. Il plugin proposto (http://www.iol.ie/~locka/mozilla/plugin.htm#download) infatti non è disponibile per le ultime versioni di Firefox, costringendo perciò gli utenti ad utilizzare versioni vecchie, ritenute ormai insicure del browser.
La scelta di utilizzare ActiveX è in contrasto con le direttive di accessibilità promosse dal W3C (http://www.w3.org/TR/WAI-WEBCONTENT/).
In sostanza la scelta di utilizzare ActiveX limita l’accessibilità ad un servizio pubblico, un servizio che tutti contribuiscono a pagare - anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux - e di cui tutti devono poter usufruire - anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux -.
Io NOME e COGNOME chiedo perciò che tutti i contenuti multimediali presenti su www.rai.tv siano resi disponibili attraverso tecnologie e formati accessibili anche con il sistema operativo GNU/Linux e il browser Firefox.
Rivendico il diritto ad usufruire di un servizio pubblico attraverso le tecnologie che ritengo più sicure.
NOME e COGNOME
INDIRIZZO CITTA’
Se si vuole evitare il licenziamento un buon inizio è quello di salvare SEMPRE una copia dei file di configurazione, più o meno critici, che si stanno editando. Secondo me 'cp' e 'date' assieme stanno benone e danno il vantaggio di imbastire un rudimentale sistema di controllo delle revisioni.
Quando mi tocca editare un file critico prima lanciare vim ne faccio una copia così:
cp drbd.conf drbd.conf.`date +%Y%m%d%H%M`Il risultato somiglia a questo
ls -l /etc/drbd.conf
-rw-r--r-- 1 root root 2729 Jun 12 16:47 /etc/drbd.conf
-rw-r--r-- 1 root root 1819 Jun 12 16:29 /etc/drbd.conf.200706121629
-rw-r--r-- 1 root root 1800 Jun 12 16:29 /etc/drbd.conf.200706121809