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Curioso di provare una rolling distro mi sono scelto la più esotica: Arch Linux.

Nel video che segue, che non ha nessuna pretesa nemmeno di somigliare a un tutorial, potete vedere quello che succede una volta che si inserisce il cd (anche se in questo caso ho usato una immagine iso) dentro a un nuovo sistema (virtuale nella fattispecie).



Un po' di impressioni a caldo, sparse ancorché disorganizzate:

  • L'installer testuale è deliziosamente pulito e molto ben organizzato. Non ci ho provato a fare cose complicate (partizionamenti strambi, ad es.) ma tutti i passi sono guidati in un modo chiaro ed efficace.
  • Se ho ben capito c'è un "unico" file di configurazione /etc/rc.conf del sistema operativo. Sicuramente ci saranno dei "contro" terribili, ma in questo momento riesco a vedere solo tanti e tanti "pro".
  • Pacman, il gestore dei pacchetti che è una delle peculiarità della distro, sembra abbastanza amichevole. Ho provato a installare i classici Apache/MySql/Php e non è molto diverso dal farlo su un sistema Debian o Red Hat.
  • Ottimo il fatto che alla fine dell'installazione non ci siano stupidi ambienti grafici mangia-risorse. Vabbè su questo punto forse non tutti concorderanno. Pace.
  • Pochissimi anche i servizi attivati di default. Ed è cosa buona e giusta. Non ammetto obiezioni in questo caso.
  • Chiunque sia a proprio agio con la riga di comando partirà molto avvantaggiato.
  • La documentazione ufficiale mi sembra abbastanza curata.
In definitiva il progetto mi sembra davvero molto interessate. Mi piace moltissimo l'approccio minimalista: tutto sembra ridotto ai minimi termini, non ci sono decine di migliaia di pacchetti inutili, che vanno manutenuti anche se non si sa nemmeno di averli installati, ma solo l'essenziale.

Non so se diventerà la mia distro (potrebbe essere ottima per ottimizzare l'uso delle risorse in ambienti virtuali non troppo prestanti ad esempio), ma mi sembra che gli sviluppatori abbiano fatto davvero un ottimo lavoro.

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Vi siete mai chiesti che faccia hanno le persone che stanno dietro alla vostra distribuzione Linux? Eccovi l'album delle figurine delle distro Linux.

Ubuntu


Mark Richard Shuttleworth imprenditore Sudafricano con la passione dei viaggi spaziali (è stato il primo africano nello spazio), fondatore di Canonical, è sicuramente la rockstar del gruppo. Ha appena dichiarato che con i Desktop Linux non si fanno i soldi, ma è fermamente intenzionato a portare Ubuntu, la distribuzione per esseri umani, sui pc di tutto il mondo.

Debian


Ian Murdock
è invece il fondatore di Debian (la "ian" del nome l'ha messa lui, "deb" invece viene dal nome della fidanzata Debra).

Slackware


Patrick Volkerding
, fondatore e principale maintainer di Slackware. I suoi adepti lo chiamo The Man, L'uomo. Qualche tempo fa ha avuto seri problemi di salute che hanno fatto temere che la distribuzione storica per eccellenza potesse venire abbandonata. Fortunatamente si è ripreso.

Gentoo


Daniel Robbins
è l'uomo che dopo aver creato Gentoo è andato a lavorare per Microsoft! Ha resistito solo sei mesi. E' un mago della documentazione.

Red Hat


Nella storia di Red Hat i volti degni di nota sono almeno tre: i due fondatori Marc Ewing (il primo a sinistra) e Bob Young (il tipo buffo che ricorda Woody Allen), e il kernel guru inglese Alan Cox (l'orco).

Mandriva


Gael Duval
non è più della partita, ma Mandriva, che una volta si chiamava Mandrake come ricorderete sicuramente tutti, resterà sempre la "sua" creatura. Ora si occupa di Ulteo.

Arch Linux


Judd Vinet
Canadese nato nel 1980, è il babbo di Arch Linux.
Manca qualcuno? Chi aggiungereste a questa lista?

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